Cardo Mariano Potente Depurativo: Proprietà, Usi e Controindicazioni

La pianta del cardo mariano consente all’organismo di disintossicarsi da pressoché qualsiasi tipo di scoria; cresce nel bacino del Mediterraneo e presenta foglie di un verde acceso e fiori di colore violetto. Le proprietà della pianta sono però concentrate principalmente nei semi di cardo mariano, ovvero i suoi frutti.

È infatti all’interno di tali semi che si trovano le percentuali più elevate di un particolare tipo di bioflavonoidi, i flavonolignani, tra cui spicca in particolare la silimarina. Quest’ultima è responsabile della maggior parte delle proprietà benefiche della pianta attestate da numerosi studi medici.

La maggiore funzione del cardo mariano è quella di proteggere il fegato: la silimarina infatti consente di migliorare la funzionalità epatica agendo sulle cellule del fegato, favorendo la sintesi proteica (e quindi la formazione di nuove cellule sane) e migliorandone la capacità di eliminazione delle tossine introdotte attraverso l’alimentazione oppure mediante l’assunzione di farmaci. Sembrano esistere poche piante in natura tanto benefiche quanto il cardo mariano per il fegato! La pianta inoltre viene considerata un buon febbrifugo, galattogeno e stimolante dell’appetito.

Cardo Mariano e Silimarina: Proprietà e Benefici

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L’azione della silimarina contenuta all’interno dei semi di cardo mariano è fondamentale per la funzionalità epatica. Questo componente possiede la capacità di disintossicare tutto l’organismo consentendo l’eliminazione delle scorie e delle tossine che si sono accumulate. Il fegato è l’organo principale coinvolto nei processi di metabolismo e distribuzione delle sostanze nutritive, pertanto, tutto ciò che «passa» attraverso l’organo raggiunge il resto del corpo.

Chi soffre di patologie epatiche, come cirrosi, epatite o steatosi, possiede un fegato compromesso che non riesce ad esercitare la sua funzione di filtro. Il cardo mariano aiuta a ripristinare la funzionalità degli epatociti e favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive e l’eliminazione delle scorie. In questo senso il cardo mariano stimola la diuresi e purifica il sangue.

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L’assunzione dei semi della pianta di cardo mariano sembra anche stimolare l’appetito ed esercitare una funzione tonificante. Il cardo mariano è infatti noto per essere una pianta adattogena, vale a dire che è in grado di ristabilire i giusti equilibri all’interno in un fisico provato da stress o stanchezza.

Possiede proprietà galattogene, che stimolano cioè la produzione di latte nelle donne (caratteristica per la quale veniva ampiamente utilizzato in passato). Inoltre, si è rivelato in grado di abbassare la febbre, agendo pertanto come antipiretico.

La presenza dei flavonolignani risulta positiva per regolare gli ormoni femminili; in questo modo infatti possono evitarsi fastidi e problematiche legate proprio agli squilibri ormonali. Infine, ricordiamo che dai semi di cardo mariano si ottiene un olio che possiede straordinarie capacità antiossidanti in grado di mantenere l’elasticità e la morbidezza della pelle, proteggendola.

Cardo Mariano e Silimarina: Come Assumerlo

Sia che vogliamo assumere il cardo mariano per il fegato o per i suoi altri benefici, la scelta è ampia. In erboristeria è possibile trovare i formati più comodi per le nostre esigenze: dagli integratori sottoforma di compresse, alla tintura madre di cardo mariano e naturalmente alle tisane. Vediamo insieme brevemente come assumere il cardo mariano a seconda dei formati.

Cardo mariano tintura madre

Per quanto concerne la tintura madre di cardo mariano, la posologia va da circa 20 gocce 3 volte al giorno fino a 40 gocce 2 volte al giorno. Queste dosi sono quelle più indicate se si vuole sfruttare l’azione epatoprotettiva della pianta; in caso, tuttavia, di patologie del fegato cronicizzate o di abuso di alcol è meglio evitare la tintura madre. Infine, consigliamo di assumere le gocce per stimolare l’appetito un quarto d’ora prima dei pasti, negli altri casi lontano da questi.

Cardo mariano integratori

Un’altra modalità di assunzione è quella attraverso gli integratori. Questi sono generalmente di due tipologie: capsule e gocce. Nel primo caso troviamo l’estratto secco di semi di cardo mariano, nel secondo l’estratto dei semi idralcolico. Per quest’ultimo valgono le stesse indicazioni esposte per la tintura madre.

Cardo mariano capsule e compresse

Il contenuto degli integratori in compresse dell’estratto secco del cardo mariano può variare: alcune capsule presentano circa 50 mg di estratto di semi di cardo mariano ed altre possono arrivare fino a 200 mg. A variare è anche, naturalmente, il contenuto di silimarina (che può raggiungere gli 80 mg). Secondo il Ministero della Salute la dose massima consentita è fino a 400 mg al giorno (di cardo mariano) da assumere durante o subito dopo i pasti.

Cardo mariano tisana

Non poteva mancare la tisana al cardo mariano, preparata a partire dalla polvere ricavata dai semi macinati ed essiccati, oppure mettendo in infusione i semi stessi: generalmente si utilizza un cucchiaino di polvere di semi oppure 2 cucchiaini di semi tritati in abbondante acqua calda. Il tempo di infusione è di circa 10 minuti. Per sfruttare le proprietà del cardo mariano per il fegato è consigliabile assumerlo dopo i pasti; liberamente, invece, se usato come febbrifugo.

Olio di cardo mariano

Passiamo ora all’olio di cardo mariano: questo viene frequentemente impiegato per uso esterno, topico. La cute irritata o screpolata può trarre molto giovamento dall’assorbimento di questo olio che va applicato effettuando un leggero massaggio fino al suo assorbimento. Le sue proprietà antiossidanti proteggono inoltre le cellule della pelle dall’invecchiamento causato da stress e radicali liberi.

Cardo Mariano e Silimarina: Controindicazioni

Il cardo mariano è generalmente considerato un prodotto sicuro. Tuttavia, vi sono situazioni in cui occorre evitarne l’assunzione. Il suo consumo potrebbe provocare delle reazioni allergiche (rash cutanei) in chi presenta allergie a piante appartenenti alla famiglia delle Composite. Assumendo il cardo mariano per il fegato, bisogna fare attenzione se si nota la comparsa di gastrite o acidità: la pianta infatti stimola la produzione di succhi gastrici e pertanto non è consigliata nel caso si soffra di tali condizioni.

In virtù della sua capacità di agire contro le tossine, è possibile che il cardo mariano interagisca con alcuni farmaci, quindi è necessario il parere medico. Infine, è bene evitarne l’assunzione in caso di ipertensione o cardiopatie.