Come Coltivare il Topinambur in Casa

Coltivare il topinambur nell’orto o giardino di casa propria rappresenta, senza dubbio, una valida soluzione per avere sempre disponibile, nella propria dispensa, questo tubero, appartenente alla pianta erbacea dalla caratteristica infiorescenza gialla, denominata scientificamente Helianthus Tuberus.

Anche se, infatti, il topinambur cresce spontaneamente in zone umide e pianeggianti, vicino, ad esempio, al letto di fiumi o altri corsi d’acqua, coltivare il topinambur potrebbe essere un modo facile e veloce per disporre sempre della parte commestibile di questa pianta, vale a dire il tubero sotterraneo, di colore marrone o giallastro, che si forma nei mesi autunnali, prima della fioritura.

I motivi per cui si dovrebbe mangiare il topinambur sono davvero tanti: oltre al suo sapore gradevole e delicato, molto simile a quello del carciofo, esso è infatti molto ricco di principi nutritivi. Nello specifico i tuberi di topinambur, che includono solo il 20% di carboidrati, dunque sono poco calorici e per questo indicati anche per la dieta di persone in sovrappeso e diabetiche, contengono:

- Vitamine del gruppo B, in particolare: vitamina B1 o tiamina, utile per il nostro sistema nervoso; vitamina B2 o riboflavina, necessaria al proteggere le nostre mucose; vitamina B6 o acido pantotenico, utile nel processo di trasformazione dei cibi in energia; vitamina B9 o acido folico, fondamentale in gravidanza e per contrastare diversi tipi di anemia);

- Numerosi minerali, fra cui ferro, rame ma soprattutto potassio (circa 429 gr di potassio in 100 gr di alimento, contro i 358 gr contenuti invece in una banana);

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- Fibre alimentari, in particolare di inulina, una fibra prebiotica che stimola la crescita del bifidobacterium, organismo naturalmente presente nel nostro intestino che ci aiuta a prevenire alcuni disturbi come costipazione, stipsi, meteorismo e dolori addominali.

Per comprendere meglio il vantaggio di coltivare il topinambur in casa, considerate che questo tubero rappresenta una delle maggiori fonti naturali di potassio, minerale preziosissimo per la nostra salute, soprattutto perché contribuisce al buon funzionamento dei nostri muscoli, compreso quello cardiaco, e fortifica le nostre ossa, prevenendo efficacemente alcune patologie dell’età avanzata come, ad esempio, l’osteoporosi.

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Scopriamo, dunque, nei paragrafi che seguono, come coltivare il topinambur nell’orto o nel giardino di casa, in modo facile e veloce.

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Come Coltivare il Topinambur in Casa e in Giardino

Coltivare il topinambur in giardino o nell’orto di casa, se avete la fortuna di averne uno, è un’operazione relativamente semplice da fare a patto di adottare alcuni accorgimenti. Questa pianta attecchisce, infatti, con facilità anche in terreni incolti, tanto da essere scambiata a volte per una specie infestante: non richiede, quindi, cure particolari, e soprattutto, trattandosi si una pianta spontanea, non ha bisogno di concimi chimici e antiparassitari, sostanze che a lungo andare possono nuocere al nostro organismo e all’ambiente.

Dunque, è facile comprendere come, con un minimo di attenzioni, possiate anche voi realizzare in giardino o nell’orto di casa una coltivazione di topinambur pronta a tutti gli usi che vorrete fare di questo tubero in cucina. Esso si consuma, infatti,  sia crudo che cotto, da solo o abbinato ad altri gustosi ingredienti.

1. Dove acquistare la radice di topinambur pronta da piantare?

Per iniziare a coltivare il topinambur avrete bisogno della radici, o tuberi, da piantare. I tuberi si possono trovare naturalmente all’interno di fioriture spontanee, ma tenete presente che essi giungono a maturazione, e dunque possono essere raccolti, solo in un particolare periodo dell’anno, vale a dire da ottobre a novembre. In alternativa, potete acquistare tuberi di topinambur pronti da piantare nei negozi di ortofrutta, al mercato o nelle grandi catene di supermercati.

2. Qual è il periodo migliore per piantare il topinambur?

Il periodo migliore per piantare il topinambur è subito dopo la raccolta o l’acquisto dei tuberi stessi, dunque durante il periodo autunnale, a patto che non siano ancora arrivate le prime gelate:  per veder apparire le prime piantine dovrete aspettare diversi mesi, in quanto il topinambur è una pianta dalla fioritura tardo primaverile/ estiva, dunque i germoglidi topinambur non spunteranno prima di aprile.

Nel caso, invece, l’autunno fosse particolarmente rigido, potrete optare per una messa a dimora tardiva nei mesi di febbraio, marzo e perfino aprile, se vivete in un posto particolarmente freddo: in tal caso, dovrete conservare i tuberi per la semina in cassette piene di sabbia umida, in un luogo fresco e riparato dalla luce e dal calore (ad esempio, un garage o una cantina).

3. Qual è il clima migliore per far crescere bene il topinambur?

Il topinambur cresce bene solo in presenza di un clima temperato, non troppo freddo ma neanche troppo caldo: ecco perché è molto importante scegliere bene il periodo della messa a dimora della vostra coltivazione di topinambur.

4. Qual è il terreno ideale per coltivare il topinambur?

Il terreno ideale per coltivare il topinambur non dovrà essere né troppo argilloso né troppo compatto, perché questo potrebbe comportare alcune difficoltà durante la fase di raccolta; in generale, per poter attecchire facilmente, il terreno dovrà essere di medio impasto, sufficientemente umido, sebbene privo di accumuli di acqua.

Dato che la pianta di topinambur si propaga molto facilmente, piantate i tuberi in un punto del vostro orto sgombro da altre coltivazioni, se non volete correre il rischio di invasioni da parte di tuberi sfuggiti alla raccolta.

5. Quanto spazio serve per coltivare in casa il topinambur?

Coltivare il topinambur richiede davvero pochissimo spazio: tenete presente che da un metro quadrato di coltura, per cui saranno necessari circa 150 gr di tuberi/ seme, potrete ottenere circa 2-3 chili di tuberi pronti per essere consumati. In generale, quando piantate le radici di topinambur, cercate di osservare una distanza fra le file di circa 50/ 60 cm e di 20/ 25 cm fra ogni piantina.

6. Quando e quanto occorre innaffiare il topinambur?

In presenza di precipitazioni assidue e ricorrenti come quelle del periodo primaverile, non sarà necessario procedere all’innaffiatura della vostra coltivazione di topinambur; qualora invece siate in presenza di un clima secco, dovrete provvedere all’innaffiatura ogni 8/ 10 giorni massimo.

7. Come e quando raccogliere il topinambur?

La raccolta del topinambur dovrà essere effettuata in autunno, subito dopo le prime gelate: utilizzate un forcone per disseminare la radice, facendo attenzione però a non rompere o staccare i tuberi. In alcuni casi, se il terreno della vostra coltivazione di topinambur è piuttosto morbido, potrete procedere allo sradicamento dei tuberi direttamente con le mani, tirando delicatamente la parte aerea della pianta fino a che non vedete fuoriuscire la radice.

Come Conservare il Topinambur Dopo la Raccolta

I tuberi di topinambur, una volta raccolti, devono essere consumati entro 7 o 10 giorni al massimo; è sempre opportuno conservarli avvolti in sacchetti di carta, inseriti all’interno di buste di plastica che metterete in frigo. In alternativa è possibile congelarli, chiusi in buste di plastica, dopo essere stati lavati e sbucciati: in questo modo saranno pronti per l’uso qualora vogliate gustare una ricetta a base di topinambur lessato, stufato o bollito anche fuori stagione.

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