Come Leggere l’Etichetta dell’Acqua Minerale

In questo articolo troveremo la risposta alla molto comune domanda: “come leggere l’etichetta dell’acqua minerale?”. Ogni giorno maneggiamo almeno una bottiglia di acqua minerale, e forse proprio a causa di questa assidua frequentazione trascuriamo di sottoporre alla nostra attenzione un importantissimo strumento di valutazione di ciò che che stiamo bevendo, ovvero l’etichetta dell’acqua minerale.

Forse è l’abitudine, o i caratteri di stampa troppo piccoli, o la tendenza a fidarci di ciò che troviamo nelle catene di distribuzione, a farci trascurare questo aspetto. Comunque sia, l’etichetta applicata sulle bottiglie di acqua minerale andrebbe sempre letta con cura ogni qualvolta decidiamo di acquistare l’acqua di una nuova azienda produttrice.

Come leggere l’etichetta dell’acqua minerale?

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Il Decreto Ministeriale del 2001, prevede che le acque minerali siano definite da un insieme di 48 parametri che rappresentano tutte le sostanze che devono venire sottoposte ad analisi periodiche al fine di verificarne la qualità e la quantità. Lo stesso D.M., inoltre, stabilisce quali siano gli eventuali contaminanti delle acque. Vediamo allora quali di questi parametri vengono riportati in etichetta.

Le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua minerale

Attraverso queste importanti caratteristiche possiamo imparare come leggere l’etichetta dell’acqua minerale in modo corretto. Quasi sempre alla cima dell’etichetta dell’acqua minerale, sulla parte dedicata all’analisi, troviamo alcuni dati relativi alle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua che ci consentono di classificarla in base alle risposte che essa fornisce agli strumenti di indagine.

L’attenta valutazione di questi esiti ci fornirà importanti suggerimenti sulla scelta dell’acqua minerale più adatta alle nostre esigenze e alla nostra salute. Vediamo allora le principali.

Residuo fisso

È forse uno dei parametri più conosciuti e pubblicizzati e riguarda la mineralizzazione dell’acqua minerale, ovvero l’insieme dei sali minerali disciolti in essa. I principali sono sodio, potassio, magnesio, calcio, solfati, cloruri e bicarbonati. In alcuni casi possono essere rilevati anche nitrati, che comunque devono essere presenti in piccole percentuali.

Dopo avere fatto evaporare l’acqua a 180°C, la parte solida che rimane è il residuo fisso e il suo peso in mg/l rappresenta il valore in base a cui le acque vengono classificate.

Un residuo inferiore ai 50 mg/l è caratteristico delle acque poco mineralizzate; valori compresi fra 50 e 500 mg/l sono propri delle acque oligominerali o leggermente mineralizzate (quelle che acquistiamo normalmente nei supermercati); mentre valori da 500 e 1500 mg/l e superiori a 1500 mg/l, indicano acque rispettivamente mediamente mineralizzate e ricche di sali minerali, specifiche per chi pratica attività sportiva e per regimi alimentari specifici e reperibili solitamente in negozi specializzati e farmacie.

Basandosi su questa prima classificazione, avremo la possibilità di scegliere la nostra acqua adatta alle nostre esigenze. A questo proposito è importante non dimenticare che per convenzione la quantità di residuo fisso è espressa in mg/l. Talvolta, tuttavia, può capitare che un’etichetta riporti un valore espresso in gr/l, magari a descrizione di un’acqua molto mineralizzata che il produttore desidera pubblicizzare come meno mineralizzata per renderla più facilmente commercializzabile.

In questo caso il valore risulterà di fatto lo stesso, ma espresso con una serie di zeri che a prima vista potrebbe deporre a favore della qualità dell’acqua. In realtà, questo è unicamente un espediente volto a trarre in inganno il consumatore utilizzando una strategia legale basata sulla semplice conversione del valore espresso da mg a gr.

PH

Continuiamo la nostra piccola guida su come leggere l’etichetta dell’acqua minerale parlando del Ph. L’acqua minerale che normalmente posiamo sule nostre tavole ha un PH compreso fra 6,5 e 8, un valore cioè che oscilla attorno alla neutralità (7) tipica dell’acqua distillata.

Valori inferiori, talvolta anche a 5, esulano dal campo della normale alimentazione e rientrano nell’ambito delle acque termali specifiche per particolari regimi dietetici. Va tenuto, inoltre, in considerazione che l’addizione di anidride carbonica, al fine di rendere gassata l’acqua, abbassa il valore del PH, rendendo acida un’acqua che magari all’origine possedeva caratteristiche di alcalinità.

Conducibilità elettrica

La pericolosità dell’acqua in presenza di energia elettrica è data fondamentalmente dalla presenza dei sali minerali in essa disciolti. L’acqua distillata e “pura” ha una bassissima conducibilità elettrica. Maggiore è la concentrazione delle sostanze disciolte, maggiore sarà la sua capacità di consentire il passaggio di corrente.

Questo diventa allora un parametro che in maniera indiretta fornisce, al pari del residuo fisso, un valore sulla mineralizzazione dell’acqua. Le acque da tavola forniscono valori di conducibilità compresi fra 100 e 700 microsiemens per centimetro.

Durezza

È il valore espresso in gradi francesi (F) che quantifica la presenza di calcio e magnesio. Per convenzione, ogni grado corrisponde a 10 mg/l di carbonato di calcio. Si avranno così acque leggere (durezza inferiore a 15 F), mediamente dure (15-30 F), e dure (oltre 30 F).

Attualmente, il Decreto Ministeriale prevede i limiti di sicurezza di durezza compresi fra 15 e 50 F. In base a queste premesse, si può affermare che una persona in buona salute può con tranquillità consumare una qualunque acqua che abbia una durezza compresa fra i due valori. La variazione di valore influirebbe soltanto sulle qualità organolettiche dell’acqua e non sulla normale funzionalità del nostro organismo.

La sostanze disciolte nell’acqua minerale

L’etichetta dell’acqua minerale che siamo abituati a vedere riporta soltanto gli elementi chimici caratteristici presenti in quell’acqua specifica. In realtà essa, provenendo da sorgenti sotterranee e entrando in contatto con una grande varietà di rocce e di sostanze, ne contiene molti altri in quantità minime e irrilevanti per la nostra salute e le funzioni dell’organismo.

I laboratori dell’Arpa e Asl tengono in considerazione oltre 100 parametri, al fine di verificare la presenza di eventuali minerali e metalli pesanti indesiderati. Quelli che illustriamo sono dunque i principali sali minerali disciolti nella comune acqua minerale da tavola.

Sodio

Elemento diffusissimo sulla crosta terrestre che l’acqua assimila durante il suo percorso verso la sorgente, o per contatto diretto con le rocce o a seguito di contaminazioni con acqua marina. La sua rilevanza per il benessere del nostro organismo si quantifica con un consumo raccomandato di 4 gr  giornalieri.

Acque con elevati tenori di sodio non andrebbero consumate in presenza di ipertensione. Un tenore di 2 mg/l di sodio potrebbe rappresentare un valore ottimale, idoneo a garantire una funzionalità renale corretta e indicato nelle diete specifiche per soggetti ipertesi.

Potassio

E’ bene tenere conto anche di questo valore nello scegliere l’acqua minerale migliore. Nelle acque a media mineralizzazione è presente in basse quantità (circa 1 mg/l). La grande importanza che questo minerale riveste nelle funzioni del nostro organismo, ha fatto sì che la normativa non preveda una soglia massima del suo tasso di presenza.

Magnesio

Altro elemento molto diffuso nella crosta terrestre che va a assimilarsi nell’acqua che tende a permanere in zone dove sono presenti rocce vulcaniche di provenienza marina. Il nostro fabbisogno giornaliero è di circa 500 mg. Elevati tenori di magnesio, oltre i 50 mg/l, definiscono l’acqua minerale come “magnesiaca”, per la quale non sono riportate particolari controindicazioni al suo consumo, a parte eventuali effetti lassativi. L’acqua magnesiaca è inoltre indicata nella prevenzione dell’arteriosclerosi, grazie alla sua capacità di dilatare le arterie.

Calcio

Elemento di fondamentale importanza nella formazione dei denti, delle ossa, nella trasmissione nervosa e nei processi di coagulazione del sangue. Le normali acque minerali da tavola presentano solitamente valori compresi fra 50 e 150 mg/l. Tenori superiori a questo valore massimo definiscono “calcica” l’acqua minerale, rendendola adatta al consumo durante la gravidanza e nei trattamenti preventivi contro l’osteoporosi.

Cloruri

Elementi che associati al sodio, formano il cloruro di sodio, ovvero il comune sale da cucina. La loro concentrazione nell’acqua minerale è molto variabile, da pochi mg/l fino a 1000 mg/l. Un’acqua minerale con un tenore di cloruri inferiore a 2 mg/l può essere indicata per la dieta di un soggetto senza particolari patologie. Non sono previsti valori soglia per i cloruri. È interessante notare come valori superiori a 200 mg/l conferiscono il sapore salato all’acqua.

Bicarbonato

Per spiegare come leggere l’etichetta dell’acqua minerale occorre tenere presente anche la concentrazione di questa sostanza molto conosciuta. Definito anche idrogenocarbonato, quando la sua concentrazione è superiore ai 600mg/l, l’acqua minerale può riportare la dicitura “Contiene bicarbonato”. Il consumo durante i pasti di un’acqua con tali caratteristiche ha effetti positivi sulla digestione stimolando la secrezione gastrica.

Solfati

Elementi molto variabili in concentrazione, da pochi mg/l fino a 155 mg/l. Se presenti in quantità elevati e associati al magnesio, possono determinare effetti purgativi.

Fluoruri

Sale minerale indispensabile per la formazione di ossa e denti, se assunto in quantità elevate può determinare la formazione di chiazze sullo smalto dei denti e alterazioni nei processi di calcificazione ossea. Attualmente non esiste valore limite per le acque da tavola, mentre per le acque potabili (dell’acquedotto) è fissato a 1,5 mg/l. Tuttavia, qualora la concentrazione sia superiore a 1 mg/l, l’etichetta dell’acqua minerale può riportare la dicitura “Fluorata” o “Contenente fluoro”.

Nitrati

Iniziamo subito dicendo che una bassa concentrazione di nitrati è indicativa di purezza dell’acqua minerale. Sono sostanze presenti in tutte le acque minerali, sia per conseguenze naturali, e sia a seguito delle attività umane (prime fra tutte l’uso dei fertilizzanti in agricoltura che penetrano nel terreno raggiungendo le falde acquifere). Per questi elementi sono previste due valori soglia: 45 mg/l per le acque minerali ordinarie, e 10 mg/l per le acque destinate all’infanzia.

Elementi in traccia

Qualunque acqua da tavola contiene in quantità variabili quasi tutti gli elementi presenti nella crosta terrestre, sia quelli indispensabili alla vita che quelli tossici (es i metalli pesanti). Questi ultimi tuttavia, saranno sempre al di sotto delle soglie di tossicità, altrimenti l’acqua minerale non potrebbe essere messa in commercio. Un’etichetta dell’acqua minerale che riporti esclusivamente l’elenco degli elementi senza specificarne la concentrazione, non apporta alcun valore ulteriore alla sua indagine analitica.

D’altro canto, un’etichetta che riporti i valori presenti per ogni singolo elemento, ci può aiutare a capire quanto essi siano lontani dai valori soglia e può fare chiarezza alla domanda: “Come leggere l’etichetta dell’acqua minerale e come scegliere l’acqua da tavola migliore“.