Cucina Orientale: 12 Alimenti Salutari da Portare in Tavola

Se pensate alla cucina orientale e credete che sia costituita soltanto da pesce crudo, vi sbagliate. La cucina orientale, e in questo caso ci riferiamo alla cucina cinese e giapponese, è ricca di alimenti del tutto privi di proteine animali ma non per questo meno salutari o carenti di sostanze nutritive. Infatti, tra gli alimenti cardine di queste due tipologie di cucina figurano principalmente legumi (lavorati in modo da ottenere anche prodotti ricchi di fermenti, come ad esempio miso e tempeh), verdura di mare (alghe), funghi e molto altro contenenti tutti i macro e micronutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno per rimanere in salute.

I piatti della cucina giapponese e cinese sono inoltre molto saporiti grazie ai vari condimenti in cui però il contenuto di sale è ridotto, poiché spesso esso viene unito ad altri ingredienti vegetali, è il caso del gomasio, oppure delle alghe stesse. Insomma, una cucina orientale tutta da scoprire!

Cucina Orientale: 12 Alimenti Salutari da Portare in Tavola

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Erroneamente, quando spesso pensiamo al cibo cinese o giapponese, ci vengono in mente principalmente i piatti a base di pesce. In questo articolo scopriremo invece che nella cucina orientale esistono molti alimenti di origine vegetale completi da un punto di vista nutrizionale.

1. Miso

Il miso è il risultato della lavorazione e fermentazione dei fagioli di soia (o altro cereale come il riso) che abbonda nel cibo giapponese, in cui viene adoperato come insaporitore. Essendo un prodotto fermentato, va ad alimentare i batteri buoni della flora intestinale, rafforzando pertanto il sistema immunitario e il funzionamento dell’intestino stesso. Il miso è un concentrato di sali minerali (zinco, rame, manganese) e isoflavoni che esercitano un’azione vasocostrittiva e antitumorale.

Essi sono inoltre responsabili dell’abbassamento del colesterolo nel sangue e della pressione arteriosa. Esistono diverse varietà di miso, sfruttate per piatti dolci o salati. Tra questi ultimi possiamo ricordare la tipica zuppa di miso della cucina giapponese che sembra avere delle proprietà antiaging, oltre che essere facilmente digeribile e poco grassa. Data la modesta quantità di grassi e di calorie in generale, la zuppa di miso è un piatto perfetto per chi vuole intraprendere una dieta dimagrante senza rinunciare al gusto.

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2. Alghe

Esiste una varietà davvero assortita di alghe commestibili che vengono consumate quotidianamente nella cucina orientale: dalle famose alghe fritte della cucina cinese, all’alga nori che avvolge i numerosi sushi tipici del cibo giapponese. Le alghe, dal gusto più o meno deciso, possono essere inserite nelle zuppe oppure sbriciolate, previa cottura in forno, su pasta o riso. Oppure, possiamo gustarle come ingredienti di insalate o di frullati vegetali. Sebbene diverse, esse presentano generalmente le medesime caratteristiche.

Sono una fonte vegetale di iodio e clorofilla che depurano l’organismo e favoriscono l’ossigenazione del sangue, stimolando al contempo la funzionalità tiroidea. Conseguenza di ciò è anche l’accelerazione del metabolismo che consente pertanto la perdita di peso. Alcune alghe (come la spirulina) presentano concentrazioni di ferro elevate, adatte all’alimentazione da parte di chi soffre di anemia. Generalmente, invece, contengono una buona percentuale di fibre utili a contrastare l’intestino pigro e a favorire il senso di sazietà.

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3. Tè verde

Il tè verde è una delle bevande più consumate al mondo e nella cucina orientale viene bevuto a qualsiasi ora del giorno, sebbene le popolazioni asiatiche siano solite consumarlo dopo i pasti per migliorare la digestione. Tra le proprietà del tè verde infatti vi è quella di digestivo naturale: i tannini presenti nelle foglie stimolano la secrezione di succhi gastrici e calmano allo stesso tempo i bruciori di stomaco. È risaputa inoltre l’azione anticancerosa esercitata dal tè verde che previene la replicazione delle cellule tumorali.

La maggior parte dei tè hanno la capacità di abbassare il colesterolo nel sangue e prevenire l’invecchiamento delle cellule, rafforzando le difese immunitarie. Se consumato come bevanda, è in grado di contrastare la stanchezza fisica e mentale ed esercitare un vero e proprio effetto tonificante sull’organismo. L’importanza crescente di questo alimento ha portato alla nascita del gelato al tè verde, molto apprezzato all’interno della cucina giapponese.

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4. Natto

Si tratta di un altro alimento tipico della cucina orientale che deriva dalla fermentazione dei fagioli di soia. Non è molto facile reperirlo in Italia, se non attraverso dei siti internet specializzati o nei negozi bio. Poiché si parla di un alimento fermentato è chiaro che la sua azione più efficace riguarda tutto l’apparato gastrointestinale. In particolare, i lieviti contenuti in questo alimento potenziano i batteri buoni dell’intestino, favoriscono la digestione e, insieme al contenuto di fibra, hanno anche un effetto lassativo.

Il natto è inoltre una delle maggiori fonti di vitamina K, una vitamina in grado di consentire la coagulazione del sangue e preservare la salute del cuore. La vitamina K inoltre è coinvolta nel processo di sviluppo delle ossa. Sebbene l’aspetto di questo alimento non sia molto invitante, esso rappresenta il cibo giapponese preferito dalla popolazione per una colazione energetica, consumato con salsa di soia e riso.

5. Tempeh

Conosciuto anche come la “carne” dei vegani per il suo apporto proteico, il tempeh è un alimento ampiamente sfruttato nella cucina orientale e in particolare nella cucina cinese, che abbonda di preparazioni diverse e gustose. Anche il tempeh rientra nella categoria di alimenti fermentati da cui il nostro intestino può trarre giovamento. I principi di questo alimento sono responsabili del metabolismo di zuccheri e carboidrati. Il tempeh possiede inoltre acidi grassi Omega 3 e 6 che abbassano i livelli di colesterolo LDL prevenendo l’insorgere di malattie a carico del sistema cardiocircolatorio.

Pochi sanno inoltre che il tempeh ha una discreta quantità di sali come calcio e manganese, deputati rispettivamente allo sviluppo delle ossa e alla regolazione della glicemia. Il tempeh è un alimento estremamente versatile che possiamo impiegare per la preparazione di primi piatti, come zuppe o minestre, o secondi piatti, con una cottura in padella o sulla griglia.

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6. Funghi

Forse i nomi shiitake, reishi e maitake non sono particolarmente conosciuti, tuttavia stiamo parlando di diverse varietà di funghi preponderanti nel cibo cinese e giapponese. Questi tipi di funghi che fanno parte della cucina orientale sono addirittura considerati medicinali grazie alle loro numerosissime proprietà. Sembra che molti studi abbiano confermato che il consumo abituale di questi alimenti sia in grado di migliorare la circolazione sanguigna, favorire la digestione, ma soprattutto, fungere da immunostimolante. Gli elementi maggiormente presenti in questi funghi sono costituiti dai betaglucani, che svolgono un’azione antitumorale.

I funghi reishi, maikate e shiitake hanno un notevole apporto di proteine e un povero contenuto di grassi, pertanto sono adatti a coloro che per volere o per necessità hanno bisogno di seguire un regime iperproteico. I funghi vengono consumati generalmente cotti (freschi o secchi), da aggiungere a minestre e riso ma è possibile anche acquistarli sotto forma di integratori e persino tisane.

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7. Umeboshi

Conosciute prima in Cina per le loro caratteristiche terapeutiche, queste albicocche (che spesso sono chiamate prugne) sono diventate uno dei piatti preferiti nella cucina giapponese. Il loro sapore è molto forte, acido e salato e può essere facilmente abbinato a ogni tipo di piatto. Molti giapponesi tendono a mettere il frutto in acqua calda in modo che il sapore deciso si smorzi e poi bevono la stessa acqua e mangiano l’albicocca.

Le umeboshi sono considerate nella medicina cinese dei potenti ricostituenti e alcalinizzanti che aiutano il corpo nelle fasi di forte affaticamento, stanchezza e debolezza a reagire meglio a queste particolari condizioni. Il potere alcalinizzante inoltre è responsabile di una migliore digestione e viene sfruttato per lenire i bruciori di stomaco. I frutti possiedono inoltre delle capacità depurative nei confronti di fegato e reni. Per beneficiare di tutti questi effetti positivi ne bastano poche quantità, una al giorno o al bisogno.

8. Gomasio

Il gomasio è uno dei condimenti più utilizzati nella cucina orientale. Costituito principalmente da un’abbondante porzione di semi di sesamo e da un ridotto contenuto di sale, questo condimento è in grado di dare sapore e salinità ai nostri piatti in modo più sano rispetto al comune sale da cucina. Dato infatti il minimo apporto di sale, il gomasio è ideale per chi soffre di ipertensione in quanto consente di tenere sotto controllo la pressione arteriosa.

I semi di sesamo, invece, contengono buone percentuali di vitamina E, un potente antiossidante e sali minerali come calcio, ferro, magnesio, indispensabili per il benessere dell’intero organismo. Il gomasio è anche un disintossicante epatico grazie ai suoi componenti, principalmente sesamina e sesamolina. Quale sostituto più salutare del sale, lo possiamo impiegare per condire qualsiasi tipo di piatto. Qualora non riuscissimo a trovarlo al supermercato o in negozi biologici, è possibile prepararlo facilmente a casa.

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9. Tofu

Considerato ormai il “formaggio dei vegani”, il tofu è un alimento della cucina orientale che è entrato a far parte delle nostre tavole. Caratteristico della cucina cinese e giapponese, questo prodotto derivato dalla soia viene consumato in una moltitudine di piatti diversi, dolci o salati. È infatti un ingrediente abbastanza versatile che si presta pressoché a qualsiasi tipo di cottura. Ma perché il tofu è così apprezzato? In primo luogo per il suo apporto proteico e per l’assenza di colesterolo, i cui livelli ematici, invece, vengono ridotti grazie alla presenza di alcuni aminoacidi, quali lisina e cistina.

La presenza di minerali fra cui ferro, potassio e fosforo costituisce una risorsa energetica utile per l’organismo in casi di debolezza e stanchezza psicofisica. Infine, va ricordato sicuramente il contenuto di isoflavoni, sostanze simili agli estrogeni del nostro corpo che combattono i disturbi della menopausa e stimolano la crescita del cuoio capelluto.

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10. Amasake

Accanto a un condimento salato come il gomasio, ve ne è anche uno dolce: l’amasake. Questo ingrediente lo si trova facilmente sia nella cucina cinese che giapponese. È un dolcificante che deriva dalla fermentazione di riso (o altro cereale) attraverso un fungo, il koji, ma che è totalmente privo di alcol. L’amasake, per le sue caratteristiche, ha il pregio di essere un dolcificante a lento rilascio, ciò evita pertanto che si verifichino dei picchi di glicemia dopo la sua assunzione.

Comprende vitamine del gruppo B e fibre, il che lo rende un’alternativa allo zucchero tradizionale raffinato per risollevare le condizioni del fisico (durante ad esempio periodi di convalescenza o affaticamento) e favorire il corretto funzionamento dell’intestino. Questo dolcificante viene usato in molti modi diversi: servito da solo (presenta una consistenza quasi gelatinosa) con frutta secca, oppure aggiunto ad altri ingredienti per la preparazione di creme e budini.

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11. Kombucha

Sappiamo che all’interno della cucina orientale, il tè occupa un posto d’onore. Nei territori asiatici, oltre al tè normale, è consuetudine bere anche il kombucha, un tè (verde o nero) che viene fermentato e che pertanto possiede un gusto particolare. Il kombucha è fermentato grazie a dei funghi e ciò lo rende un alimento probiotico, in grado cioè di alimentare la flora batterica intestinale buona, contrastando disturbi quali colite e altre infiammazioni a carico dell’intestino.

Sebbene sia una bevanda i cui effetti benefici non vengono riconosciuti da tutti, sembrano essere molte le patologie che possono essere contrastate o prevenute attraverso il suo consumo. Fra queste ricordiamo alcuni tipi di infiammazione articolare (artrite e reumatismi), i disturbi della menopausa, problemi legati al fegato e al cuore e molto altro. Il tè kombucha viene in effetti considerato da alcuni una vera bevanda energetica e medicinale. Per appurare le sue proprietà benefiche non resta che…berlo!

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12. Kimchi

È un piatto tipico della cucina orientale, principalmente dell’est asiatico a base di verdure e ortaggi fermentati. Tra gli ingredienti principali vi sono cavolo cinese, zenzero, aglio più altri tipi di vegetali che possono variare anche in base alle zone in cui viene cucinato. Questo piatto della cucina orientale è estremamente salutare, non solo per la presenza di lattobacilli che aiutano l’intestino a funzionare in modo corretto, ma anche per le proprietà salutari racchiuse negli altri ingredienti.

L’aglio, ad esempio, è noto per il suo potere antiipertensivo e per la sua azione contro il colesterolo LDL. Insieme allo zenzero, poi, possiede un’azione antinfiammatoria e antibiotica che combatte svariate infezioni batteriche. Le fibre contenute nelle verdure contribuiscono a donare un senso di sazietà e a contrastare i picchi di glicemia. Un piatto di kimchi è quindi un vero toccasana per il nostro corpo, da consumare in qualsiasi periodo dell’anno, ma soprattutto in inverno, per difenderci al meglio dai malanni di stagione.

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