12 Erbe Spontanee Commestibili che Fanno Bene alla Salute

Le nostre abitudini di consumatori moderni ci portano a considerare cibo esclusivamente ciò che troviamo sugli scaffali dei supermercati. Eppure esistono tantissimi altri alimenti messi a nostra disposizione dalla natura, sani e a portata di mano. Fra questi, le erbe spontanee commestibili sono forse i più rappresentativi.

Utilizzate in cucina nelle pietanze o come bevande, per preparare rimedi officinali, come impacchi, pomate, oli e tinture, le piante selvatiche rappresentano ottime opportunità per imparare a riconoscere autonomamente i frutti della natura e di beneficiare delle proprietà che questi ci possono offrire.

12 Erbe Spontanee Commestibili

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Riconoscere le piante commestibili che crescono liberamente nei nostri prati può sembrare un’operazione complessa. In realtà, già dopo una breve esperienza sul campo è possibile ottenere ottimi risultati. Camminiamo per i prati muniti di un manuale illustrato dedicato alle erbe spontanee commestibili di campo, con cui fare le dovute comparazioni.

In caso di dubbio facciamo una fotografia, e nella calma domestica andiamo alla ricerca della specie di piante che non abbiamo riconosciuto. Infine, un consiglio per facilitare il riconoscimento: se scegliamo per la raccolta il periodo di fioritura, erbe di specie diverse possono presentare foglie molto simili, tuttavia i fiori saranno spesso molto diversi fra loro, facilitandoci sicuramente nell’operazione di riconoscimento.

Nel dubbio è comunque sempre preferibile né raccogliere né assaggiare, per evitare intossicazioni. Illustriamo ora le erbe spontanee commestibili che più facilmente possiamo trovare nei nostri prati.

1. Borragine

È una specie annuale, dall’altezza che può raggiungere anche gli 80 cm. e dalle foglie verde scuro ricoperte da una leggera peluria. I suoi caratteristici fiori violetti e di breve durata, li troviamo raccolti in gruppi penduli. Molto comune, la troviamo in campagna ai margini delle strade e nei campi incolti un po’ ovunque.

Dalla spremitura dei semi di borragine si ottiene un olio vegetale ricco di acidi grassi essenziali polinsaturi in grado di prevenire problemi di natura cardiovascolare, riequilibrare il torrente ormonale femminile e svolgere un’azione antinfiammatoria. L’olio di borragine, utilizzato localmente, contrasta le dermatiti e ha un’azione antiossidante benefica sui processi di invecchiamento della pelle.

In cucina, invece, possiamo cuocere le foglie più tenere di queste erbe spontanee commestibili al vapore o lessarle e condirle con olio di oliva, oppure ancora consumarle crude in insalata. Le foglie più grandi sono ottime impanate e poi fritte, mentre i fiori e i germogli li possiamo tranquillamente aggiungere crudi alle nostre insalate.

2. Tarassaco

Conosciuto anche come Dente di leone, è una pianta erbacea commestibile comunissima nei nostri prati. La troviamo un po’ ovunque nelle zone soleggiate e ampie, anche fino a 2000 metri di altitudine. I terreni arati di fresco donano ciuffi erbosi più carnosi e verdi grazie alla maggiore quantità di aria penetrata nel terreno.

Questa, come altre erbe spontanee commestibili, è utilizzata da millenni come antinfiammatorio e per i benefici che apporta al fegato. La riconosciamo dai suoi fiori gialli, che in primavera si trasformano nei caratteristici ciuffi di peli, e dalle sue foglie seghettate. Può essere raccolto in ogni periodo dell’anno.

Dal sapore amarognolo ma gradevole, lo consumiamo crudo, in insalata, nelle sue foglie più tenere, oppure cotto o lessato, dove perderà parte del suo sapore amaro. Anche i suoi fiori del tarassaco sono commestibili, sia crudi che impanati e poi fritti. Il vino di tarassaco è tratto proprio dai bei fiori gialli.

Infine, dalla radice essiccata e sminuzzata del tarassaco si ottiene, con la moka, un buonissimo caffè privo di caffeina e molto utile agli equilibri del nostro organismo.

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3. Cicoria

Pianta erbacea perenne comunissima nelle nostre pianure dai bellissimi fiori estivi celesti, che si aprono la mattina presto e si chiudono nel pomeriggio. Le proprietà della cicoria sono note da secoli, e rendono questa erba selvatica commestibile un ottimo alimento a beneficio del nostro organismo.

Disintossicante, tonificante, astringente, stimola l’attività dei reni, agevola la digestione incrementando l’attività epatica e pancreatica, regola il tasso di colesterolo nel sangue e di glucosio, diventando un’alleata nella gestione del diabete. Inoltre facilita la concentrazione e tende a contrastare la sonnolenza.

La cicoria, al pari di altre erbe spontanee commestibili, si consuma anche insieme ai suoi germogli più giovani, sia cotta che cruda in insalata. Il suo decotto è un adeguato lenitivo per le irritazioni cutanee e l’acne.

Dalle radici di cicoria si può ottenere un buonissimo caffè. Essiccandole nel forno di casa e poi sminuzzandole in piccoli pezzetti, potremo ottenere un preparato con cui caricare il filtro della nostra moka e prepararci un caffè privo di caffeina che nulla ha da invidiare al caffè tradizionale.

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4. Ortica

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Stiamo parlando di una delle erbe spontanee commestibili più comuni, che cresce lungo i muri e nelle zone soleggiate, forse una delle erbe selvatiche da mangiare più facilmente riconoscibili. Da sempre riconosciuta e utilizzata per le sue proprietà officinali, contiene antiossidanti, sali minerali (ferro), vitamina C e proteine.

Alcuni soggetti che soffrono di disturbi osteoartitici, sembra traggano sollievo dall’applicazione diretta sulle parti doloranti delle foglie fresche urticanti.

Vediamo come utilizzare l’ortica in cucina. La parte idonea sono le cime più alte, che prima della fioritura sono le più tenere. Tagliamole con le forbici, per evitare irritazioni, e poi, una volta cotte al vapore e neutralizzata la sostanza urticante, utilizziamole come le altre erbe e insieme a queste in zuppe, minestre, frittate, ripieni di pasta e lasagne.

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Queste piante commestibili hanno un sapore simile agli spinaci, e mescolate in parte uguali con queste e bietole, otterremo uno squisito contorno da condire con un filo di olio. In alternativa l’ortica può essere anche tritata finemente a crudo e utilizzata senza difficoltà.

Possiamo ottenere un ottimo infuso di ortiche lasciando in acqua bollente per 4-8 le foglie essiccate, per poi aggiungere un po’ di dolcificante naturale o un pizzico di sale. I rizomi dell’ortica, invece, lavati e macerati sono efficaci contro la forfora.

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5. Malva

Andando avanti nel nostro elenco delle erbe spontanee commestibili troviamo questa bella pianta molto comune dai bellissimi fiori viola chiaro. Con fioritura primaverile e autunnale, il suo tè ottenuto dalle foglie e dai semi ha proprietà emollienti, utilissimo per un effetto lenitivo su mucose, polmoni e apparato digerente.

Le foglie di malva più tenere, e i baccelli dei semi, li possiamo consumare crudi in insalata, mentre le parti verdi della pianta più anziane è preferibile lessarle o cuocerle al vapore, aggiungendole a zuppe, minestre, frittate, o mescolandole semplicemente ad altre erbe di campo per uso alimentare.

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6. Piantaggine

Erba selvatica commestibile comune lungo le strade, ma anche nei prati abbandonati e in montagna. È una pianta erbacea annuale e le sue foglie più giovani le possiamo cogliere tutto l’anno. Sulla nostra pelle presenta interessanti proprietà lenitive: applicata come unguento, o semplicemente utilizzandone le foglie frantumate, allevia sensibilmente il dolore di punture di insetti, ferite e graffi.

Il tè di piantaggine ha effetti benefici nel tratto digestivo e tende a contenere gli episodi diarroici, mentre i semi del suo lungo fiore li possiamo trovare in erboristeria da utilizzare come lassativo naturale o integratore.

In cucina consumeremo le tenere rosette della piantaggine crude in insalata, oppure lessate o cotte al vapore per dare sapore a ottime frittate e zuppe. Possiamo utilizzare anche le foglie più grandi e dure, preferibilmente dopo la cottura per renderle più tenere.

7. Bardana

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Eccoci all’ultima delle piante erbacee commestibili. La bardana è una pianta erbacea biennale, la possiamo trovare lungo i muri e sui sentieri un po’ ovunque, sia in pianura che in montagna. Le sue foglie cuoriforme hanno un colore verde sulla pagina superiore e grigio su quella inferiore.

La radice di bardana è molto sviluppata e robusta, per cui il suo consumo deve essere preceduto da una sufficiente cottura a vapore. La bardana è riconosciuta come pianta erbacea dermopatica, grazie ai positivi risultati ottenibili sui molti problemi dell’epidermide: acne, psoriasi, forfora, eczema e seborrea possono regredire attraverso decotti e frizioni con succo di foglie fresche.

La stessa, come molte erbe spontanee commestibili a foglia verde della famiglia delle Asteracee, ha una funzione regolatrice dei tassi di glicemia e colesterolo, potenzia l’attività epatica e biliare e con la sua inulina consente una migliore eliminazione delle tossine derivate dai processi metabolici.

Il suo stelo e le radici vanno cotte per applicazioni locali, mentre i suoi piccioli possiamo passarli in pastella e friggerli, ottenendo un contorno dal gusto molto simile al carciofo.

8. Amaranto selvatico

Della stessa famiglia dell’amaranto comune, reperibile in commercio come cereale, la varietà selvatica è una pianta annuale, originaria dell’America latina dove viene coltivata come ortaggio e venduta.

Cresce molto rapidamente (anche due raccolti estivi), e possiamo trovarla in forma di piccole erbe spontanee commestibili striscianti, fino al fusto di un metro e mezzo di altezza. Dalle foglie molto simili a quelle dello spinacio, ha un gusto molto simile, tanto da poterla tranquillamente utilizzare in sua sostituzione.

Dallo spinacio, tuttavia, si differenzia per l’assenza di ossalati, molecole che si legano con alcuni sali minerali impedendone l’assorbimento da parte dell’organismo e di fatto favorendo l’insorgenza di carenze nutritive. Questa erba commestibile è ricca di antiossidanti, betacarotene e clorofilla.

In cucina si utilizzano le foglie più giovani, solitamente lessandole (sono sufficienti 10 min.) anche insieme alle infiorescenze mature contenenti i semi, i quali acquistando con la cottura una consistenza gelatinosa, conferiscono una maggiore corposità ai sughi e alle zuppe. L’amaranto selvatico si può utilizzare in tutte le preparazioni che prevedono l’uso dello spinacio, in sua totale sostituzione.

9. Finocchio selvatico

Tra le erbe spontanee commestibili c’è anche questa pianta spontanea frequente nelle zone costiere mediterranee. Largamente utilizzata nel passato grazie alla sua capacità di favorire la digestione, rilassare la zona addominale e agevolare l’espulsione dei gas intestinali.

Possiamo consumarne le parti fresche, da cogliere in primavera, oppure i suoi semi, fine estate-autunno, e preparare tisane e infusi stimolanti il tratto digerente. Il finocchio selvatico ha anche proprietà antisettiche e risulta essere un’ottima soluzione per rinfrescare l’alito.

In cucina, vediamo i suoi teneri germogli primaverili a insaporire zuppe, stufati, ma anche consumati crudi e in pinzimonio, a dare ai nostri piatti quel sapore caratteristico sottile e pungente. Dai suoi fiori e gli steli si ricavano buone tisane e un interessante liquore.

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10. Portulaca

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Appartenente alla stessa famiglia della portulaca da giardino, è una pianta selvatica strisciante, riconoscibile dalle sue foglie molto carnose di un verde intenso, raccolte in piccoli cespugli. Molto comune, a volte sfugge all’osservazione in quanto predilige le zone umide e poco soleggiate.

Sembra essere una delle erbe spontanee commestibili con il maggiore tenore di Omega 3, uno degli acidi grassi essenziali polinsaturi che il nostro organismo non è in grado di produrre, importante agente responsabile del controllo della pressione sanguigna e nella prevenzione dei disturbi cardiovascolari. Contiene inoltre Vitamina C, polifenoli e antiossidanti.

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Dal sapore acidulo, ma non molto incisivo, può essere consumata cruda in insalata insieme ad altri ortaggi, oppure cotta, sempre insieme ad altre verdure, da aggiungere come condimento a pasta o riso.

Le parti di questa erba spontanea che meglio si prestano al consumo sono le foglie e i fusti più giovani della pianta. Sulla pelle infiammata possiamo applicare la portulaca pestata per ottenerne un’azione lenitiva.

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11. Acetosella

È una delle più piccole erbe spontanee commestibili, dalle foglie basali e i fiori di colore bianco, rosa e giallo chiaro. Deriva il suo nome dal sapore acidulo delle sue foglie che già nel Medioevo venivano utilizzate per insaporire piatti e insalate. L’acetosella presenta un elevato tenore di Vitamina C, mucillagini e soprattutto di acido ossalico, che le conferisce il caratteristico sapore acido.

Ha proprietà depurative e diuretiche se consumata in insalata cruda oppure cotta in minestre e zuppe. In forma di decotto, le foglie di acetosella svolgono un’azione lenitiva su eruzioni cutanee e processi infiammatori a carico dell’epidermide.

L’elevata concentrazione di acido ossalico rende l’acetosella controindicata ai soggetti che soffrono di patologie renali, epatiche e gastriche, e comunque se ne consiglia un consumo moderato per la stessa ragione.

12. Enotera (bella di notte)

Erba selvatica commestibile il cui ciclo vitale si sviluppa in due anni. Più frequente nelle campagne del nord, la troviamo ai bordi delle strade e degli orti e nei greti dei fiumi. Può raggiungere anche i tre metri di altezza, ha foglie dal picciolo ridottissimo o addirittura assente, mentre i suoi fiori sono a 4 petali di un giallo vivo, aperti la mattina e chiusi nel pomeriggio.

L’enotera presenta fitosteroli, tannini, mucillagini e resine che le conferiscono il suo sapore caratteristico. I semi della bella di notte contengono l’acido gammalinoleico, un precursore delle prostaglandine, che svolge un’importante azione antinfiammatoria.

La radice di questa pianta alimentare, sembra avere una funzione di stimolazione epatica ed essere i grado di mitigare gli spasmi addominali. In cucina si utilizzano le parti più giovani e tenere della pianta, quelle del primo anno di vita: radici, foglie boccioli e fiori.

Possiamo lessare le radici e le foglie o consumarle crude in insalata, i boccioli cotti al vapore sono indicati per le salse, mentre i fiori li possiamo passare in pastella e poi friggerli o utilizzare come decorazione dei nostri piatti di portata.

Conclusioni

Con questo elenco sulle piante selvatiche commestibili abbiamo aperto un piccolo scorcio di un mondo meraviglioso che ci aspetta a pochi passi da casa. Basta veramente poco, un abbigliamento comodo e il desiderio di fare una passeggiata all’aria aperta, per renderci conto che l’ottica con cui guardiamo all’alimentazione industriale può essere modificata rivolgendoci verso alimenti più sani e facilmente reperibili in natura.

Riconoscere queste erbe spontanee commestibili, interpretarne le loro caratteristiche esterne e comprenderne le proprietà benefiche, sono gesti da cui si trae un piacere che nessun ipermercato, per fornito che sia, è in grado di procurarci. Buon raccolto.