Escolzia: il Papavero Californiano Contro Stress e Insonnia

Nota in passato per il suo carattere ornamentale, l’escolzia è una pianta con la quale preparare tisane o dalla quale si ricavano integratori in grado di donare benessere psico-fisico al nostro corpo. L’escolzia californica, conosciuta anche come papavero californiano, è originaria delle regioni del Nord America, predilige climi caldi e fiorisce nel periodo estivo. I suoi fiori caratteristici dal colore giallo-arancione sono utilizzati per creare degli infusi oppure per la macerazione al fine di produrre la tintura madre.

Questa pianta può essere a tutti gli effetti considerata un antistress e calmante naturale, poiché riesce a rilassare il nostro corpo da un punto di vista sia fisico che mentale. L’escolzia californica, infatti, viene adoperata molto spesso da chi soffre di insonnia o agitazione. Bisogna tuttavia ricordare che la pianta possiede anche delle proprietà antidolorifiche e antispasmodiche capaci di rilassare tutti quei muscoli che si irrigidiscono o che sono perennemente in tensione soprattutto per via dello stress.

Tra le proprietà dell’escolzia infatti troviamo quella di calmante dei muscoli dell’apparato gastrointestinale, che consente di evitare gonfiore, crampi e irregolarità dell’alvo. Infine, la pianta viene utilizzata come disinfettante del cavo orale e per ridurre il mal di denti grazie al suo potere antidolorifico.

Proprietà dell’Escolzia Contro Stress e Insonnia

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Sappiamo che le tensioni e lo stress quotidiano influiscono in modo diretto sulla nostra qualità di vita e in diverse modalità. Uno dei primi sintomi di stress e nervosismo è l’impossibilità di godere di un’appagante sonno durante la notte. In caso di insonnia possiamo impiegare l’escolzia per dormire: il suo effetto calmante è dovuto alla presenza di numerosi alcaloidi, sostanze che, nel caso dell’escolzia, spiccano per la loro capacità sedativa.

Alcuni di essi infatti, tra i quali ricordiamo la berberina o la sanguinaria, riescono a ridurre i tempi di addormentamento ed evitare risvegli durante la notte. Ciò si traduce naturalmente in una maggiore quantità di energie da spendere nell’arco della giornata e in un miglioramento delle nostre condizioni generali. Oltre che favorire il sonno, le medesime componenti vegetali del papavero californiano sono in grado di alleviare stress, ansia e nervosismo, dal momento che agiscono anche a livello del sistema nervoso «regolandone» l’eventuale iperattività.

Dal punto di vista prettamente fisico, l’agitazione e l’ipereccitabilità causano un irrigidimento dei muscoli, in particolare di quelli del collo, con fastidi quali cervicale e torcicollo. La contrazione muscolare dovuta a fattori emotivi è un’altra delle situazioni che la pianta dell’escolzia contrasta. Favorendo infatti un rilassamento generale dei muscoli, l’escolzia californica ci dona in modo naturale una sensazione di benessere e di calma senza provocare assuefazione o rallentamento delle funzioni cognitive.

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Come Usare l’Escolzia per Dormire e Rilassarsi

Le proprietà dell’escolzia sono quindi fondamentali per migliorare la salute e le condizioni del nostro corpo in periodi particolarmente stressanti. Ma quanto è consigliabile prenderne e, soprattutto, in che forma dobbiamo assumerla? È presto detto, come molte piante l’escolzia può essere consumata sottoforma di infuso, di capsule oppure di tintura madre. Per tali motivi è possibile reperirla nelle erboristerie, parafarmacie e farmacie più fornite. Vediamo ora uno per uno i formati principali.

1. Escolzia tintura madre

La tintura madre del papavero californiano viene ricavata perlopiù dalla macerazione dei fiori e delle parti aeree della pianta. Va assunta in dosi di circa 30 gocce (fino ad un massimo di 40) in poca acqua e prima di andare a dormire, al fine di conciliare un sonno senza interruzioni. Qualora tuttavia si soffrisse di nervosismo e iperagitazione, è possibile prendere lo stesso quantitativo di gocce 2 volte al giorno lontano dai pasti.

2. Escolzia in capsule

Altro formato pratico dell’escolzia californica è l’estratto secco con cui vengono preparate delle compresse. Generalmente ogni compressa può contenere da 50 a 100 mg e va assunta circa trenta minuti prima di coricarsi con un po’ d’acqua.

3. Tisana all’escolzia

Terminiamo quindi con una tisana. Anche in questo caso per godere delle proprietà dell’escolzia la tisana andrà consumata prima di andare a letto. L’infuso viene preparato con le parti aeree essiccate della pianta; ne basta un cucchiaino in una tazza di acqua calda da lasciare macerare per circa 10 minuti, quindi filtriamo e beviamo. È tuttavia possibile trovare dei preparati in cui oltre all’escolzia sono presenti anche altre piante, quali ad esempio il biancospino o la passiflora che potenziano l’azione sedativa e calmante. Per la preparazione di un infuso di questo tipo valgono le medesime indicazioni (un cucchiaino in una tazza di acqua).

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Escolzia: Controindicazioni e Avvertenze

Benché l’escolzia californica viene talvolta somministrata ai bambini, è opportuno chiedere il parere del medico curante nel caso stessimo pensando di darla ai nostri piccoli. È inoltre importante evitare l’assunzione dell’escolzia nelle fasi di allattamento o in gravidanza. Coloro che stanno assumendo farmaci che agiscono sulla pressione arteriosa, in particolare favorendone l’abbassamento dei valori, devono evitarne il consumo, così come chi parte da una situazione di bradicardia, poiché assumere del papavero californiano potrebbe ridurne i livelli e provocare dei disturbi spiacevoli.

Date infine le proprietà caratteristiche dell’escolzia per dormire e, in generale, il suo effetto rilassante e calmante, se ne sconsiglia l’uso a soggetti che stanno già assumendo altri preparati per combattere ansia, nervosismo, sia che si tratti di preparati erboristici, sia che si tratti di veri e propri sonniferi o antidepressivi.

Particolare attenzione va infine osservata per coloro che presentano disturbi dell’umore che stanno trattando per mezzo di farmaci. In tutte queste situazioni l’escolzia californica potrebbe infatti potenziare gli effetti principali dei medicinali, causando confusione, annebbiamento o disturbi analoghi.