Frutta per Diabetici: Quale Evitare e Quale Consumare

Quando si ha a che fare con il diabete, molto spesso bisogna cambiare lo stile di vita e quello alimentare. Ciò non significa stravolgere completamente le proprie abitudini, ma avere un “occhio di riguardo” per essere sicuri di non peggiorare la situazione. In questo articolo ci soffermeremo principalmente sulla frutta per diabetici e sul suo effetto. Questo cibo ha notevoli proprietà benefiche, ma è anche molto zuccherino e, proprio per questo, deve essere ben dosato in un soggetto diabetico. Cominciamo la nostra lettura cercando di capire che cos’è il diabete e come viene classificato, per poi fare una panoramica sulla frutta per diabetici da evitare e su quella da consumare più liberamente

Cos’è  il Diabete?

Facciamo innanzitutto una piccola premessa, utile per spiegare in parole semplici, cos’è questa patologia. Si tratta di un innalzamento non controllato dei livelli di zucchero nel sangue.

Esistono due forme di diabete:

- Diabete di tipo 1: in cui si verifica una scarsa produzione di insulina, un ormone prodotto dal pancreas che aiuta proprio la regolazione della glicemia.  L’insulina non viene prodotta = il livello di glucosio nel circolo ematico si innalza;

- Diabete di tipo 2:  dovuto, invece, ad una ridotta capacità di utilizzare l’insulina; l’ormone viene prodotto, ma è come se, le cellule preposte alla sua captazione, avranno i recettori tutti “pieni”. L’insulina prodotta rimarrà in circolo = fenomeno conosciuto come iperinsulinemia; conseguentemente anche i livelli di glucosio rimarranno alti in circolo, determinando appunto un aumento della glicemia anche a digiuno.

In entrambi i casi una diagnosi precoce, la modifica degli stili di vita e la scrupolosità nel seguire la terapia, possono aiutare a convivere in maniera non traumatica con questa patologia.

Frutta per Diabetici: Perché Tanta Attenzione?

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La frutta, sappiamo bene, è una fonte di vitamine, fibre e sali minerali, e non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole. Ma, ahimè, contiene anche una quota molto elevata di carboidrati, più specificatamente di zuccheri semplici (che si differenziano da quelli complessi che troviamo per esempio nel pane o nella pasta), che devono essere ben attenzionati quando si soffre di diabete.

Questi zuccheri sono a rapido rilascio e innalzano molto rapidamente la glicemia. Dobbiamo però considerare che all’interno di un pasto completo, ci sono altri micro e macronutrienti, come i grassi, le proteine e le fibre, che mitigano l’effetto “impennata” degli zuccheri semplici, e quindi, più che preoccuparci dell’indice glicemico di un determinato alimento, dobbiamo tenere presente il carico glicemico dell’intero pasto.

Qual è la differenza tra indice glicemico e carico glicemico?

L’indice glicemico è un numero, compreso tra 0 e 100 che ci indica come si innalza la glicemia dopo aver mangiato quel determinato alimento, rapportandolo al glucosio puro che ha un valore corrispondente a 100. Si è soliti dividere gli alimenti, in base al loro indice glicemico, così:

indice-glicemico

Il carico glicemico, invece, rapporta l’indice glicemico alla quantità di carboidrati presenti in un pasto: si riferisce quindi a tutto il pasto completo e non ad un singolo alimento. Ecco perché, spesso, alimenti che hanno un indice glicemico molto alto, come le carote, poi sono del tutto trascurabili: sia perché per arrivare a valori “importanti” di carico glicemico dovremmo mangiare chili e chili di carote, sia perché, come già detto, in un pasto completo ci sono altri fattori che concorrono al totale del carico glicemico (come le fibre).

calcolo-carico-glicemico

 

Leggi anche: I Migliori Alimenti a Basso Indice Glicemico

E la frutta in tutto questo discorso, dove si colloca?

E’ vero che ci sono alcuni tipi di frutta, più di altri, che hanno indici glicemici abbastanza alti: uva, banana, melone, kiwi, mango, papaia, cocomero, cachi, fichi, frutta disidratata.
Ma è anche vero che, quando si parla di frutta per diabetici, bisogna considerare la loro quantità di carboidrati.

Facciamo qualche esempio: il melone ha un indice glicemico pari a 75, con 7,4 g di carboidrati (consideriamo il melone estivo). Se facciamo il calcolo per ottenere il suo carico glicemico avremo:

(75*7,4)/100= 5,55

Provando a fare lo stesso calcolo con il melograno, che ha pressappoco l’indice glicemico pari alla metà di quello del melone (35), ma una quantità di carboidrati pari a 15,9 g, avremo:

(35*15,9)/100= 5,56

Cosa ci aiuta a capire tutto questo?
Il calcolo del carico glicemico è di fondamentale importanza per comprendere al meglio come si innalzerà la glicemia. Detto questo risulta quindi lampante che, a parità di indice glicemico, è la quantità di carboidrati a fare la differenza, e che quando ci troviamo di fronte ad un frutto che ha “molti” carboidrati, basta limitarne le quantità!

Frutta per Diabetici: Quale Evitare e Quale Consumare

Alla luce di quanto abbiamo detto finora, la frutta che contiene più carboidrati è la frutta secca, disidratata, candita, sciroppata: i grammi di carboidrati vanno dai 36 ai 93, perciò per un diabetico sarebbe preferibile evitare o limitare fortemente questo tipo di frutta.

Quantità inferiori da ingerire, soprattutto se all’interno del pasto abbiamo assunto anche altre quantità di carboidrati, riguardano anche i frutti che abbiamo citato poc’anzi, quelli che hanno un indice glicemico abbastanza elevato e un carico glicemico non proprio basso: uva, banane, cachi, kiwi, cocomero, melone, mango, ananas. In caso di diabete, limitare la quantità di questi frutti è la scelta migliore.

Per quanto riguarda invece gli altri tipi di frutta per diabetici, i cui grammi di carboidrati, per 100 g, arrivano fino ad un massimo di 18 g, si possono consumare con maggiore tranquillità: mele, pere, fragole, mirtilli, fichi d’india, albicocche, lamponi, arance, mandarini, clementine, avocado, amarene, pesche, ribes, more.

Frutta per Diabetici: Consigli Finali

Vi lascio inoltre qualche piccolo suggerimento:
– Più la frutta è matura, più il suo indice glicemico sale
– Stesso discorso per la frutta cotta: con la cottura l’indice glicemico tende a salire
– Sconsigliati in caso di diabete frullati o centrifughe, mentre è sempre da preferire la frutta integra e con la buccia: con questi apparecchi la parte fibrosa viene eliminata a discapito proprio di un indice glicemico più elevato.

Sono una Biologa Nutrizionista, appassionata e “affamata”, non di cibo, ma di sapere, alla ricerca di una formazione continua! La soddisfazione più grande arriva, però, dai pazienti che, con il mio aiuto, riacquistano un rapporto sano con il cibo!
Il mio blog “www.ilpiattogiustoblog.wordpress.com”, cita: “Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte”, perciò ai fornelli la mia “missione” è coniugare gusto e salute (le cene settimanali tra amiche sono un must)! Mai senza lettura, sport e mare!
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