Glicemia Alta: Cosa Mangiare in Caso di Iperglicemia

La glicemia alta è diventata al giorno d’oggi una delle condizioni più diffuse nei paesi sviluppati. Ma cosa si intende per glicemia, e quando questa diventa alta? Per glicemia si intende la concentrazione degli zuccheri, in particolare del glucosio, nel sangue. Il glucosio è la principale fonte di energia dell’organismo senza il quale noi stessi non potremmo sopravvivere. Vi sono tuttavia casi in cui i livelli di glucosio aumentano oltre determinati limiti normali, si parla quindi di iperglicemia. Bisogna sottolineare che in determinate situazioni la glicemia aumenta senza costituire un pericolo per la salute: ciò avviene normalmente dopo i pasti, poiché pressoché tutto ciò che mangiamo viene trasformato in zucchero.

La glicemia alta viene individuata mediante esami specifici che consentono di capire quanto grave può essere la propria condizione. È fondamentale conoscere i limiti di riferimento: in un adulto a digiuno i valori normali della glicemia non devono superare i 110 mg per dl di sangue. Livelli notevolmente più elevati, ad esempio 140-150 mg, indicano che qualcosa non va. Occorre tuttavia tenere presente che l’iperglicemia non sfocia necessariamente nel diabete; con una corretta dieta per glicemia che prevede soprattutto cibi integrali e fibre è possibile abbassare i livelli di glucosio nel sangue ed evitare eventuali terapie farmacologiche. Approfondiremo tra poco cosa mangiare in caso di glicemia alta, quali sono i cibi da evitare e quelli più consigliati che impediscono l’innalzamento dei valori.

Glicemia Alta: Sintomi Comuni

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Per capire le nostre condizioni di salute è importante sottoporsi periodicamente a degli esami del sangue. Infatti, talvolta l’iperglicemia può essere asintomatica e potremmo non accorgerci che tale patologia sia già in corso. In altri casi, invece, i sintomi della glicemia alta sono facilmente riconoscibili, soprattutto se corrispondono a dei cambiamenti che interessano il nostro corpo.

Tra i sintomi più frequenti ricordiamo: il continuo bisogno di bere acqua, l’aumento della minzione (anche durante le ore notturne), spossatezza e sonnolenza, cute secca e anche perdita di peso. In presenza di glicemia alta è possibile riscontrare anche candidosi o altre patologie legate alla presenza massiccia di batteri e funghi. Ciò si verifica poiché i livelli alti di glucosio creano un terreno ideale per la proliferazione di tali microorganismi patogeni.

Molti dei sintomi della glicemia alta sono inoltre correlati tra loro, rappresentando la causa e la conseguenza diretta del sintomo stesso. La sete del soggetto iperglicemico è dovuta alla necessità di urinare spesso, e viceversa. La poliuria (aumento della minzione) porta ad una certa disidratazione, e quindi a cute secca e screpolata, ed anche alla perdita di preziosi minerali che possono provocare un senso di spossatezza costante. Tali sintomi, se considerati singolarmente, possono però trarre in inganno ed essere associati ad altre malattie o disfunzioni. Occorre pertanto sempre sottoporsi ad una visita medica.

Glicemia Alta: Cause dell’Iperglicemia

È arrivato il momento di scoprire quali sono le molteplici cause della glicemia alta: il fattore ereditario e quello ambientale sono preponderanti. In una famiglia con un parente diabetico la possibilità che altri membri sviluppino l’iperglicemia è elevata. Per quanto riguarda i fattori ambientali, questi racchiudono il nostro stile di vita, l’alimentazione e il movimento. È il motivo per il quale per trattare la glicemia alta si comincia sempre adottando una giusta dieta per glicemia e consigliando alla persona di fare più attività fisica.

Anche l’assunzione di alcuni farmaci, in particolare di cortisonici, è responsabile degli aumenti dei valori normali della glicemia nel sangue, così come determinate patologie autoimmuni che coinvolgono il sistema di regolazione e produzione degli ormoni, e disfunzioni del pancreas. A quest’ultimo organo è infatti collegata una tra le maggiori cause della glicemia alta: il diabete di tipo I. Questa malattia infatti si scatena quando il pancreas non è in grado di produrre insulina (un ormone che porta le cellule ad assorbire il glucosio presente nel sangue) in modo adeguato. Allo stesso modo, si verifica una condizione di iperglicemia con il diabete di tipo II, in cui le cellule sono incapaci di assimilare il glucosio poiché sprovviste dei recettori in grado di “captare” l’insulina.

Glicemia Alta: Cosa Mangiare?

Siamo arrivati ad uno dei punti centrali del nostro articolo: cosa mangiare in caso di glicemia alta. Indipendentemente dalle cause che hanno provocato l’insorgenza della glicemia alta, qualsiasi medico consiglia un regime alimentare che possa abbassare i livelli di glucosio del sangue e che comprende perlopiù alimenti con basso indice glicemico.

L’indice glicemico è un parametro che corrisponde alla capacità di un determinato glucide (carboidrato) assunto di aumentare la glicemia. È chiaro quindi che per tenere quest’ultima a bada, è consigliabile consumare alimenti in cui l’indice sia il più basso possibile, ossia inferiore a 55. Per tornare, o avvicinarci, ai valori normali della glicemia occorre mangiare frutta e verdura a volontà. Vanno tuttavia fatte alcune puntualizzazioni: bisogna prediligere frutta poco matura e poco dolce, a tal proposito vanno bene mele, pere, frutti rossi, agrumi, mentre occorre evitare banane, melone e anguria. Tutta la verdura è invece generalmente consigliata (soprattutto asparagi e broccoli), ad eccezione di carote o zucca che presentano un indice glicemico alto (100 e 107).

In una dieta per glicemia non devono mancare le proteine, e, contrariamente a quanti possano pensare, i carboidrati. Eliminare i carboidrati, e quindi ridurre drasticamente gli zuccheri, vuol dire impedire al nostro corpo di compiere le sue funzioni e sopravvivere. I carboidrati che una persona con glicemia alta può consumare sono principalmente quelli che derivano da cereali integrali: orzo, quinoa, amaranto, grano saraceno e farine non raffinate. La quantità di fibre in tali prodotti impedisce i picchi glicemici, mantenendo i valori della glicemia costanti nell’arco della giornata. Ne consegue che le farine raffinate di biscotti e prodotti da forno, insieme a pasta e riso bianco vanno notevolmente ridotte.

Altre categorie di alimenti che possono essere tranquillamente consumate sono alcune tipologie di legumi, piselli e lenticchie, e la frutta secca: sono indicate mandorle e noci, prestando comunque attenzione in quanto cibi molto calorici.

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