Liquirizia per la Pressione Bassa: Usi e Controindicazioni

È ormai scientificamente provata l’efficacia della liquirizia per la pressione bassa. Questa pianta, conosciuta anche con il nome di “radice dolce” è particolarmente apprezzata per il suo sapore zuccherino e per le sue proprietà curative. La liquirizia viene adoperata nell’industria alimentare, del tabacco e naturalmente farmaceutica ed è caratteristica delle zone con clima mediterraneo come il nostro.

Tra i suoi impieghi, con particolare riferimento alle sue proprietà terapeutiche, vi è quello di combattere l’ipotensione. Molti studi si sono concentrati sulla relazione tra la liquirizia e la pressione bassa confermando la capacità della pianta di mantenere la pressione del sangue a livelli ottimali in coloro che soffrono di questo disturbo. La pianta della liquirizia, o meglio, i suoi estratti e componenti principali sarebbero infatti in grado di alzare la pressione in modo naturale e rapido. Per tale motivo si tratta di un alimento da consigliare a tutte quelle persone che sperimentano improvvisi cali di pressione, da cui possono pertanto trarne giovamento.

Oltre all’impiego della liquirizia per alzare la pressione, sono note altre importanti caratteristiche che la rendono un valido rimedio naturale per tutta una serie di condizioni fisiche di malessere che si possono accusare: la pianta costituisce infatti un antinfiammatorio naturale capace di diminuire l’infiammazione di gengive e tessuti molli, così come anche l’irritazione della pelle (molte pomate sono infatti formulate con estratto di liquirizia). È inoltre utile in caso di indigestione e acidità, nonché di mal di gola e tosse (in quanto funge da espettorante). La liquirizia contiene infine una buona quantità di flavonoidi, efficaci antiossidanti in grado di garantire la funzionalità del fegato.

Liquirizia per la Pressione Bassa

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Il legame tra liquirizia e pressione bassa è noto fin dall’antichità nella cultura cinese ed egizia. Anche se con un po’ più di ritardo, le proprietà curative della pianta sono state studiate e sfruttate anche nel nostro continente. Le parti della liquirizia impiegate in preparati chimici a scopo alimentare o meno sono le radici e i rizomi. Questi contengono una maggiore percentuale di glicirrizina, il principio attivo che ha permesso di scoprire il modo in cui agisce la liquirizia per alzare la pressione sanguigna.

La glicirrizina è il componente della pianta responsabile dell’assorbimento di alcuni ormoni tra cui il cortisolo (che è in grado di trattenere il sodio nel sangue). È proprio tale principio attivo a rallentare il metabolismo del cortisolo, favorendone pertanto la presenza nei tessuti e provocando un conseguente aumento della pressione. Per capire come è possibile usare la liquirizia per la pressione bassa è fondamentale considerare le diverse tipologie di prodotto che abbiamo a disposizione.

La liquirizia presente in commercio si può infatti trovare in numerosi formati: dalle caramelle, agli estratti, alle capsule, fino ai rametti stessi della pianta. Date le caratteristiche intrinseche della stessa, è consigliabile evitare le preparazioni dolciarie, dal momento che sono arricchite di zuccheri e grassi poco salutari per l’organismo e preferire invece capsule di integratori, tinture madri o anche tisane ed infusi.

Tuttavia se si vogliono acquistare i classici tronchetti di liquirizia, è bene controllare le etichette ed assicurarsi che si tratti di liquirizia pura al 100%, senza l’aggiunta di dolcificanti o altri ingredienti. Ciò che ci preme sottolineare è la dose giornaliera che non deve essere superata per non incorrere in eventuali effetti collaterali: tale quantità si aggira intorno ai 400 mg di glicirrizina (circa 5 g di liquirizia).

Tisana di Liquirizia per Alzare la Pressione

Nel caso in cui scegliessimo di assumere la liquirizia per la pressione bassa attraverso tisane, dobbiamo sapere come regolarci con le quantità da adoperare. Quando si decide di godere delle proprietà benefiche di una pianta sotto forma di infuso, la posologia può essere leggermente differente rispetto ad altri prodotti, pertanto per la preparazione di un infuso per alzare la pressione che si riveli efficace abbiamo bisogno di: 150 ml di acqua e 2 g di liquirizia  essiccata o in polvere.

Come per tutte le tisane il procedimento è semplicissimo: dobbiamo portare la quantità d’acqua indicata a bollore. Non appena l’acqua bolle, spegniamo il fuoco e versiamo la liquirizia. Lasciamo quindi in infusione la tisana di liquirizia per la pressione bassa per un quarto d’ora circa e filtriamo il tutto. Visto il sapore dolce caratteristico della liquirizia è consigliabile bere l’infuso contro la pressione bassa senza aggiungere altri zuccheri.

La tisana di liquirizia per alzare la pressione può essere consumata fino a due volte al giorno (e dopo i pasti qualora si volesse adoperarla per problemi digestivi). Consigliamo comunque di non estendere l’uso della liquirizia per troppo tempo (oltre le due settimane).

Liquirizia in Gravidanza e Controindicazioni

Data l’azione della liquirizia per alzare la pressione, è chiaro che essa non può essere consumata liberamente da tutti. In primo luogo deve essere evitata da chi soffre di ipertensione per ovvi motivi; avendo inoltre la pianta un forte potere dolcificante, è opportuno che i diabetici non ne abusino.

La liquirizia agisce poi sull’assimilazione del potassio, portando, nei casi più gravi, allo sviluppo della ipopotassiemia (una condizione in cui è presente una forte carenza di potassio). Per le donne in gravidanza, qualora soffrissero di una delle patologie fino ad ora descritte, l’uso della liquirizia è fortemente sconsigliato, così come lo è l’assunzione della liquirizia per la pressione bassa.

Alcuni studi hanno infatti riscontrato che gli effetti collaterali della pianta colpiscono sia la madre che il feto. Il quantitativo di glicirrizina da assumere per le donne in stato di gravidanza non deve superare i 300 mg a settimana. È concesso invece l’uso sporadico della liquirizia in caso di nausea o come digestivo.