Sintomi delle Intolleranze Alimentari: Ecco Come Riconoscerle

In questo articolo faremo chiarezza sui sintomi delle intolleranze alimentari. Vedremo quali sono i più comuni disturbi, qual è la differenza tra intolleranza ed allergia ed i test specifici. Inoltre parleremo anche dell’intolleranza al lattosio e al glutine (o celiachia).

Quante volte avete sentito da un amico o un parente “No, questo non lo posso mangiare perché sono intollerante”, oppure, “No grazie, sono allergico e quindi non lo posso mangiare”? Ahimè, capita spesso. Già nell’antichità furono osservati i disturbi legati all’ingestione di cibo, Lucrezio affermava “quello che per un individuo è cibo, può essere per un altro veleno”, mentre Ippocrate notò che non tutti ben tolleravano il latte di mucca.

Ad oggi, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, i sintomi delle intolleranze alimentari colpiscono il 10-15% della popolazione. Tuttavia, sono dati incerti per diversi fattori, tra cui confusione nella terminologia – la gente spesso fa confusione tra allergia e intolleranza – differenze nei criteri diagnostici, variazioni individuali nei sintomi, differenze nelle valutazioni da parte dei genitori nel caso di bambini, mancanza di procedure diagnostiche idonee, eccessiva piccolezza dei campioni di popolazione studiati. Ciò che è certo, è che sono sindromi in continuo aumento. Ma scopriamo insieme di cosa stiamo parlando.

Le intolleranze alimentari rientrano in quel gruppo di disturbi che L’American Academy of Allergy Asthma and Immunology definisce reazioni avverse agli alimenti, ossia, reazioni che si manifestano in seguito all’ingestione di un alimento o un componente di esso; in particolare, secondo l’Accademia Europea di Allergologia ed Immunologia Clinica, intolleranze e allergie alimentari fanno parte del gruppo reazioni avverse non tossiche, le quali dipendono dalla suscettibilità dell’individuo, differenziandole da quelle tossiche, le quali invece sono dose-dipendenti.

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Differenze tra Intolleranza ed Allergia

Considerando il gruppo delle reazioni non tossiche, possiamo dire che la differenza tra intolleranze e allergie alimentari è che, le prime non coinvolgono direttamente il sistema immunitario, mentre le seconde sono immuno-mediate. Altre differenze riguardano i tempi di manifestazione dei sintomi, i sintomi stessi e la terapia: mentre gli allergici manifestano entro poche ore dall’ingestione i sintomi, i quali interessano diversi apparati e devono eliminare del tutto l’alimento incriminato, gli intolleranti manifestano i sintomi, per lo più intestinali, in tempi più lunghi e riescono a sopportarne piccole quantità.

Il fatto che i sintomi delle intolleranze alimentari interessino il sistema intestinale fa sì che spesso queste vengano confuse con intossicazioni e tossinfezioni e proprio per questo, spesso, prima di essere riconosciute passano anni. Tra i campanelli d’allarme che ci possono far presagire un’intolleranza, ci sono gli episodi di diarrea ricorrenti, gonfiore addominale, crampi allo stomaco, flatulenza, rigurgito. Tuttavia, se non riconosciute tempestivamente, le intolleranze possono cronicizzare e portare a complicanze serie e, a seconda del tipo di intolleranza, dare sintomi a livello sistemico come il mal di testa, le vertigini, la nausea.

Le Principali Cause delle Intolleranze Alimentari

Non esiste un’unica causa delle intolleranze alimentari, i fattori che concorrono alla loro insorgenza possono essere molteplici. Sicuramente alla base esiste una scarsa tolleranza intestinale, la cui origine può essere legata alle caratteristiche dell’alimento o a quelle dell’ospite. Le ipotesi più plausibili legate all’alimento, sembrano da ricercare nel cambiamento dell’ambiente circostante e nell’eccessiva manipolazione del cibo.

Secondo gli esperti ogni giorno assumiamo infatti, più o meno consapevolmente, almeno 100 sostanze chimiche di sintesi, attraverso il cibo, l’acqua e l’aria che respiriamo. L’inquinamento, l’utilizzo di agenti chimici nell’agricoltura, di mangimi OGM e farmaci negli allevamenti, sembrano tutti fattori che hanno favorito la comparsa di sintomi delle intolleranze e dei danni ad essi correlati.

Per quanto riguarda i fattori legati all’ospite, fra essi ci sono stile di vita errato e l’integrità dell’intestino. Occorre ricordare che il nostro sistema gastro-intestinale è dotato di circa 1 chilogrammo e mezzo di batteri, componenti la flora batterica, che mantengono l’equilibrio funzionale dell’intestino, proteggendoci dagli insulti esterni. Fattori quali stress, uso intensivo di farmaci ad uso personale (soprattutto antibiotici, pillola anticoncezionale, antiacidi) e frequente consumo di cibo pronto e ricco di additivi, modificano la flora intestinale e di conseguenza vanno a danneggiare l’integrità della barriera intestinale.

E non è tutto, studi in corso evidenziano una certa correlazione tra l’alimentazione della donna in gravidanza e lo sviluppo nel bambino di intolleranze, oltre che di allergie alimentari. Per cui è importante lo svezzamento e l’alimentazione nei primi anni di vita, anche se comunque, i sintomi delle intolleranze alimentari e allergie possono comparire in qualunque momento della vita.

I Sintomi delle Intolleranze Alimentari

I sintomi delle intolleranze alimentari molte volte toccano praticamente tutti gli organi e apparati, ma la loro severità è inferiore rispetto a quelle delle allergie, infatti non si rischia lo shock anafilattico. Vista la loro lentezza nel manifestarsi (ben oltre le 72 ore dall’ingestione dell’alimento), non è facile collegare tali sintomi ad una intolleranza.

I sintomi delle intolleranze alimentari si rilevano a del Sistema:

Gastroenterico: gonfiore addominale, diarrea, stipsi, colite, dolori addominali, nausea, digestione prolungata, reflusso, gastrite, inappetenza, meteorismo. Sono tutti dovuti alla incompleta digestione dell’alimento o componente in esso contenuto e alla produzione di gas, che viene sia espulso che mandato in tutto il corpo.
Cutaneo: pallore, sudorazione e a volte possono comparire dermatiti, a seconda del tipo di intolleranza.
Nervoso: cefalea, stanchezza, fatica, sonnolenza, insonnia, vertigini, attacchi di panico, disturbi dell’umore
Respiratorio: asma, tosse, lacrimazione.
Cardiocircolatorio: palpitazioni, ipertensione.
Muscolo-scheletrico: dolori alle articolazioni ed ai muscoli.
Uro-genitale: cistiti ricorrenti, irritazioni genitali.

Tutti questi disturbi possono portare a comorbidità (morbo di Chron) ed instaurare anche malattie autoimmuni.

Intolleranze Alimentari: Come Diagnosticarle

Le intolleranze sono ancora oggetto di studio in quanto non sono semplici da diagnosticare. Infatti, nonostante tutti i  fantasiosi test delle intolleranze che ci sono in giro, con tariffa non indifferente, quali VEGA test, test leuco-citotossico, analisi del capello, test kinesiologico, rinologico, test di provocazione/neutralizzazione, molta gente ricorre ad essi per conoscere il colpevole dei disturbi. Sappiate che tutti i suddetti test non hanno alcuna validazione scientifica, in quanto ancora non sono state identificate le molecole responsabili dell’insorgenza.

Questi test, che vantano il 90% di positività (cosa impossibile in ambito clinico), oltre a creare panico nel paziente che scopre di essere intollerante a qualunque tipo di alimento, purtroppo sono prescritti ed effettuati non solo da medici che vogliono solo arricchirsi, ma anche da pseudo-professionisti che non sono abilitati a fare prelievi e test di alcunché. Per cui tenetelo a mente: affidatevi sempre a dei professionisti abilitati a prescrivere ed eseguire test diagnostici (in questo caso, SOLO i medici con specializzazione in allergologia e gastroenterologia possono farli) e diffidate comunque di questi test per intolleranze alimentari, in quanto come già detto non sono stati ancora dimostrati scientificamente.

Soltanto due tipi di intolleranze sono state riconosciute e documentate in tutte le loro parti, e queste sono quella al glutine e quella al lattosio. Ma prima di concentrarci sulle intolleranze più frequenti e per le quali esistono test diagnostici (non farlocchi), classifichiamo le intolleranze. In linea di massima, esse sono state distinte in:

Enzimatiche: caratterizzate  dall’incapacità di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’alimento/ organismo, per deficit enzimatico. Rientrano tra queste gli errori congeniti del metabolismo di Garrod come il favismo, la fenilchetonuria, e difetti nel metabolismo dei carboidrati, tra cui il più comune riguarda il deficit della lattasi che provoca l’intolleranza al lattosio.

Farmacologiche: dette anche reazioni pseudo-allergiche, perché si manifestano con una sintomatologia simile a quella delle allergie alimentari IgE mediate, tuttavia se si eseguono esami diagnostici per la ricerca di anticorpi specifici per alimenti i risultati sono negativi. Esse sono dovute ad una particolare reattività a molecole contenute nei cibi, quali le amine vasoattive (istamina, tiramina, feniletilamina), sostanze contenute nel caffè, nel peperoncino, alcol.

Indefinite o da additivi: in un’epoca dominata dalla presenza di additivi alimentari, sempre più persone diventano sensibili a queste sostanze chimiche definite ‘additivi alimentari’ che possono essere usate per legge nel processo di produzione degli alimenti, ma che stanno impoverendo sempre più il cibo in sé e l’organismo. Non è quindi difficile avere i classici sintomi delle intolleranze dopo aver mangiato per lungo tempo alimenti confezionati. Sono più di millequattrocento gli additivi alimentari e sono classificati in base alla loro funzione: antiossidanti, coloranti, conservanti, esaltatori di sapidità, emulsionanti, correttori di acidità, dolcificanti, etc.

Continuiamo il nostro discorso sui sintomi delle intolleranze alimentari, parlando di quelle più diffuse, ovvero celiachia ed intolleranza al lattosio.

Intolleranza al Lattosio

È un’intolleranza enzimatica ereditaria e molto diffusa in Asia e in alcune regioni dell’America. In Europa, è più frequente nelle aree mediterranee, tra cui l’Italia meridionale; può comparire in ogni fase della vita.

È caratterizzata dall’impossibilità di metabolizzare il lattosio per deficit della lattasi, l’enzima deputato a scomporre il lattosio in glucosio e galattosio, per cui esso viene trasportato nel’’intestino crasso dove viene fermentato dai batteri presenti che producono idrogeno, il quale viene in parte eliminato con la respirazione e in parte assorbito dall’ntestino tenue, provocando sintomi come flatulenza, gonfiore, dolore addominale e diarrea.

Se abbiamo i sintomi delle intolleranze alimentari che abbiamo visto in precedenza dopo aver assunto lattosio, esiste il test gold standard per la diagnosi: il Breath test all’idrogeno (test del respiro), un test semplice, specifico e non invasivo, che misura l’idrogeno che si forma in seguito all’ingestione di lattosio. Il test richiede di norma 2-3 ore di tempo per essere portato a termine.

A seconda della quantità di lattosio che si fornisce e la quantità di idrogeno che si forma, possiamo osservare la diversa tollerabilità al lattosio da parte del soggetto in esame. Se l’intolleranza al lattosio è lieve è possibile assumere piccole quantità di latte, consumare prodotti fermentati freschi e formaggi stagionati. Se l’intolleranza è grave è importante leggere accuratamente le etichette degli alimenti, in quanto il lattosio si trova nascosto in numerosi cibi pronti.

È bene sapere che l’introduzione costante di cibi contenenti lattosio nell’ambito dei pasti induce un progressivo adattamento e che la riduzione della quantità totale di lattosio ingerita in un solo pasto può migliorare la tolleranza negli individui sensibili.

Intolleranza al Glutine

Continuiamo il nostro discorso sui sintomi delle intolleranze alimentari parlando del glutine. Ad oggi, questo sembra essere diventato il nemico di molte persone, chi per necessità, chi per moda. Secondo le comunità scientifiche l’intolleranza al glutine può manifestarsi secondo 3 casi:

Celiachia

Circa l’1% della popolazione soffre di questa intolleranza permanente al glutine (proteina presente nel grano, nella segale, nell’orzo e nell’avena, anche se quest’ultima è soggetta a controversie) con tratti comuni alle allergie, caratterizzata da una disfunzione intestinale in cui viene coinvolto il sistema immunitario. Inoltre, il soggetto è sempre sensibile anche a quantità minime di glutine.

Ai primi sintomi delle intolleranze alimentari che abbiamo nominato sopra, bisogna rivolgersi ad un medico che procederà con la prescrizione di analisi del sangue, in particolare di  test immunologici, quali la ricerca degli AGA (anticorpi anti-gliadina) e la ricerca di IgA anti-transglutaminasi (che, in caso di celiachia, trasformano gliadina e prolammine causando la risposta del sistema immunitario); se l’esito è positivo, allora si procederà con la biopsia intestinale, che accerterà la diagnosi, in quanto il celiaco tende ad avere danni all’epitelio intestinale che si manifestano non solo con sintomi caratteristici dell’intolleranza, ma anche con carenze. Se accertata, il celiaco deve eseguire una dieta priva di glutine utilizzando cereali, farine e prodotti specifici.

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Sensibilità al glutine non celiaca

Si pensa che sia più frequente della celiachia ed è caratterizzata dalla comparsa di sintomi caratteristici di una intolleranza in seguito all’assunzione di glutine dopo qualche ora o giorno. Si diagnostica escludendo la celiachia e l’allergia al grano.

Allergia al grano

È meno frequente (1/1000) ed è caratterizzata dalla formazione di anticorpi verso allergeni del frumento. I sintomi sono di tipo cutaneo e respiratorio e viene diagnosticata attraverso test cutanei.

Sintomi delle Intolleranze: Conclusioni

Per quanto riguarda la diagnosi delle intolleranze riguardanti gli altri alimenti, come già detto, non esistono test specifici attendibili scientificamente. Tuttavia il miglior modo per capire se si soffre di un’intolleranza è quello di procedere con l’esclusione/reintroduzione dell’alimento sospettato (solo dopo aver escluso un’eventuale allergia). In particolare, l’alimento viene escluso dalla dieta per 2-3 settimane e poi reintrodotto per 2-3 settimane. Se i sintomi delle intolleranze alimentari scompaiono durante il periodo di esclusione e ricompaiono durante quello di reintroduzione, allora si tratta di intolleranza.

Il trattamento delle intolleranze alimentari prevede comunque l’eliminazione o assunzione di piccole quantità dell’alimento o componente di esso. Vista l’enorme diffusione delle intolleranze e visto che esse interessano alimenti che vengono consumati con maggior frequenza e giornalmente, è consigliabile, a fini preventivi, variare il più possibile l’alimentazione, scegliendo cibi il più naturali, integri e salubri possibili.

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Sono Valeria e sono una Biologa Nutrizionista. Sono attratta dal mondo dell’alimentazione da sempre o quasi. Ho sempre visto il cibo come un qualcosa che non solo ci dà energia e ci consente di sopravvivere, ma anche come nutrimento per corpo e mente. Ad oggi l’uomo mangia non si nutre. Il mio motto è “varietà e semplicità. La varietà ci assicura che nessun nutriente ci mancherà; la semplicità che non ci nutriremo i cibi nocivi”. Le mie passioni sono: camminare, lettura, scrittura, fotografia, cucina. Per consigli e ricette visita “la mia pagina Facebook”